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Trofeo Ohvale Rental Master 2016 – La finale

Ha un sapore di successo la premiazione della prima edizione del Trofeo Ohvale Rental Master 2016  (TORM 2016 ), non soltanto perché fino alle fine, i piloti che vi hanno partecipato hanno duramente battagliato, ma anche perché il bilancio di fine stagione è estremamente positivo.

Era impensabile un così grande successo, eppure grazie all’impegno costante della Associazione Sportiva Dilettantistica Motobannati, un trofeo ambizioso quale l’ Ohvale Rental Master ( TORM ) ha dato vita ad un contest competitivo, economico, alla portata di tutti.

Ma il progetto della Associazione Sportiva Dilettantistica Motobannati per la nuova stagione, prevede profonde novità, a cominciare dal carattere nazionale del Trofeo Ovhale Rental Master e del Trofeo Kart Bannati .

Grazie alla presenza di diverse realtà forti, ognuno operante in un settore specifico, le moto Ohvale sono pronte a dar vita ad una nuova stagione imperdibile.

Nel 2016, Riccardo Germani è stato il vincitore del TORM , distaccando di 24 punti Giovanni Serrone , proprio sul finale di stagione, nell’ultima gara. Menzione d’onore e bravura per Giovanni Serrone , Emanuele Curti , Alessandro Biagetti e Simone Capponi .
L’ultima gara del TORM 2016 valeva 180 punti, per un finale di stagione mozzafiato!

Nella categoria Heavy, vince Alessandro Biagetti , seguito da Andrea Buccheri , Stefano Grossi , Mirko Comito Viola e Valerio Santucci mentre in quella Medium , è Emanuele Curti ad aggiudicarsi il titolo per soli 4 punti di distacco sul velocissimo Maurizio Bottalico . Seguono Giovanni Serrone , Vice Campione TORM 2016 , Francesco Fracci ed Alessandro Rossi .
Simone Capponi vince nella categoria Light seguito da Germani , Marco Isopo (3° a 22 punti da Riccardo), Fabiano Fortunato e Andrea Giombini . Grande risultato per Andrea, vincitore per due volte di fila della categoria Speed nonostante le sole 12 primavere di età.

Ed ora largo al Campione 2016 del Trofeo Ovhale Rental Master, Riccardo Germani : “Mi chiamo Riccardo Germani, ho 27 anni e lavoro nel campo informatico. La ditta in cui lavoro cura parte del sistema elettronico del gruppo Fiat, ma la mia passione è sempre stata e resterà quella per le due ruote. Grazie a Dorso (Santi De Luca, NDR) per la prima volta ho avuto modo di giocarmi un trofeo in cui hanno corso anche dei professionisti, mentre fino ad oggi i costi delle competizioni erano sempre al di fuori della mia, o di quella di qualsiasi altra normale persona, portata economica.”

La moto ce l’hai?
“Si, o meglio per ora faccio a metà con mio padre con il suo Guzzi California 1100. Avevo due moto sportive, mi è sempre piaciuto andare forte ma la strada è troppo pericolosa. Un giorno mi è capitato di assistere ad un brutto incidente mentre stavamo facendo un giro, da li ho deciso che non era più il caso di andare forte dove la sicurezza non lo permetteva. Così ho venduto le mie sportive e a mio padre per i suoi 60 anni il Guzzi.”

Sei contento per questo titolo?
“Contento mi sembra poco. Ad Airola ho pensato che sarebbe stato difficile: volevo essere uno di quelli che rientrava nei punti bonus, ma la moto nelle qualifiche ha avuto qualche problema e non sono riuscito a dare il 100%. Qualificandomi nella Masters e non nella Champions non sono riuscito ad accumulare i punti che avrei voluto. A Latina per rifarmi ho dato il 110% e il risultato si è visto, sono davvero contentissimo. Nella Champions hanno corso anche piloti professionisti e io sono riuscito a stare circa a mezzo secondo da loro, sono felice anche di questo visto che non lo faccio di professione.”

Pro e contro del trofeo 2016?
“I punti di forza sono veramente tanti, diventa difficile elencarli. I migliori, secondo me, sono il costo contenuto delle gare e il livello di professionalità e di competizione che si è creato. Nelle tappe ci si diverte, si ride e si va forte, e con costi così ridotti non è una cosa semplice da ottenere. I contro sono ancora più difficili da trovare, al massimo mi viene in mente un po’ di assestamento nei regolamenti e la mancanza di alcune bandiere: ad esempio durante l’ultima tappa si è dato bandiera rossa perché una moto si pensava perdesse olio mentre magari si poteva dare bandiera nera con pallino arancione a quel pilota. Ma sono minuziosità, alla fine dell’anno mi viene in mente solamente quanto mi sono divertito”

Considerando la gamma Ohvale, avresti preferito la 160 o è meglio la 110?
“Secondo me la 110 è perfetta per il trofeo. Mi spiego: la 160 ha sicuramente più motore ma queste sono moto da far girare forte, e per farlo devi portare tanta velocità all’interno della curva. La 110 lo fa alla grande, e resta un mezzo semplice che possono portare anche i bambini di 7 o 8 anni. Non a caso proprio questi ragazzi hanno vinto più di una gara… Secondo me la cosa migliore resta la 110, fa imparare tutti ed è estremamente divertente”

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